Vegliate, vigilate e state attenti a non lasciarvi trovate addormentati!

Fuscaldo, Domenica 03 Dicembre 2017 - 21:19 di la redazione

A cura di Don Vincenzo Carnevale

1a Domenica di Avvento, 3 Dicembre 2017

Inizia un nuovo Anno Liturgico, la prima Domenica di Avvento il cui fine è sollecitare il cristiano credente a vivere il tempo dell’attesa del Signore che viene incontro ad ogni uomo e in ogni tempo (Prefazio proprio 1/A) nell’attenzione ai segni dei Tempi, nella vigilanza amorosa e nel fedele compimento del proprio compito e ministero, quello di vegliare durante la fervente e operosa attesa della venuta del Signore (tempo intermedio), nella coerenza e perseveranza, per non essere trovati impreparati e ‘addormentati’.

Avvento, il tempo forte che ci viene ancora, una volta, offerto come prova e segno dell’amore fedele ed eterno di Dio per noi, è tempo di ascolto attento, di preghiera (comunione) e di vigile e fervida attesa del ‘Signore che viene’. È ‘Kairos’, occasione importante e da non perdere assolutamente, per riesaminare e rimeditare (symballein di Maria) i propri progetti, comportamenti esistenziali, desideri profondi e stili di vita, per farli combaciare e misurare con quelli del Signore che viene per andarGli di nuovo incontro, stabilire una nuova relazione per cominciare finalmente a vivere con Lui e ad agire come Lui. Se ci si ferma, almeno per un po’, a ripensare al nostro fine, infatti, certamente dovremo cambiare rotta e incamminarci sulle Sue vie di giustizia vera, di pace duratura, di amore oblativo e vicendevole, di verità e di vita pienamente riuscita, perché spesa e donata ogni momento dell’attesa viva e gioiosa della Sua venuta. 

L’Avvento, tempo di attesa nella vigilanza operosa, reclama l’attento ascolto della Parola di Dio, ‘viva ed efficace, più tagliente di ogni spada a doppio taglio che penetra fino al punto di divisione dell’anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla e scruta i sentimenti e i pensieri del cuore’ (Eb 4,12). Penetra e ferisce sì, ma nello stesso tempo guarisce, converte, risana e ridona nuova vita. Ma noi, che gridiamo con il profeta, voce di un popolo ridotto a ‘cosa impura, panno sporco, foglie avvizzite’ (prima Lettura), siamo davvero disposti a lasciarci finalmente cambiare la vita dal Signore, che è venuto, viene e verrà a salvarci? Noi ci lamentiamo ancora con il Signore, accusandoLo di essersi racchiuso nel Suo cielo per non guardare più le nostre miserie? Ma, è il Salvatore a non voler scendere sulla terra e ritornare al Suo popolo, o è il Suo popolo che continua a voler vivere ed agire senza di Lui e contro di Lui? Egli ha già squarciato i cieli ed è sceso fra noi, vive con noi. Ma è cambiato qualcosa? Gli abbiamo permesso di compiere ciò per cui è stato mandato? Il Signore è già venuto, vive in ciascuno di noi, se ce ne vogliamo e sappiamo accorgere e relazionarci con Lui, nostro unico Redentore e Salvatore. È presente, vivo e vero, nell’Eucaristia quotidiana, e a noi si offre come Parola e Pane di vita eterna, abbeverandoci al calice della Sua salvezza.

L’avvertiamo nella Sua comunità, Lo amiamo e serviamo nel povero affamato e assetato, nel profugo, nell’ammalato, nel carcerato? E, ora, poniamoci questa semplice, ma impegnativa domanda: nel prossimo Natale, io cosa o Chi desidero, cerco e aspetto?

Cosa succederà, cosa cambierà e resterà di quest’altro Natale? 

Maràna-tha, Vieni Signore Gesù (Ap 22,20) Attendere (ad tendere) il Signore con speranza e gioia! La gioia di saper attendere e di voler andare incontro al vero ed unico Salvatore, è già correre incontro a Lui! Senza speranza in Chi si attende e senza la gioia della presenza di Chi è già venuto ed è con noi, che attendiamo vigili e svegli la Sua ultima venuta, non c’è Avvento vero! Non dimentichiamo, poi, che l’Atteso è già venuto e continua a venire, e che anche con noi si potrebbe ripetere il dramma di sempre: ‘venne fra i Suoi, ma questi non Lo hanno accolto’! A noi, dunque, non deve importare il quando (la data della parusia) il Signore ritornerà, ma che Egli, quando verrà, ‘non ci trovi addormentati’!

L’Avvento celebra la triplice venuta di Cristo: la Sua ‘prima’ venuta, creduta nella fede; la Sua ultima venuta, attesa nella speranza, nella vigilanza operosa e nella carità; la Sua venuta ‘intermedia’, nel nostro tempo nel quale noi, con vigilanza e perseveranza, viviamo ‘nell’attesa che si compia la beata speranza e venga il nostro Salvatore Gesù Cristo’! Maria, Porta dell’Avvento è, per tutti noi, prima ed essenziale Figura da contemplare e da seguire e imitare, in questo tempo (kairos) di preghiera e di ascolto, di veglia e di vigilanza, di amore e gratitudine, per svuotarci di noi stessi, dei nostri fini e progetti, delle nostre valutazioni e scelte che ci impediscono di andare incontro a Colui che viene per donarci la Sua salvezza e di correrGli incontro per accoglierLo come il Figlio di Dio, mandato a noi per farci Suoi figli, con la Sua Incarnazione, Passione, Morte e Risurrezione.

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