“Insabbiamento Canale dello Stombi, ultimo atto”, interviene l’ing. Gallo

Rossano, Sabato 07 Luglio 2018 - 07:04 di Ivan Porto

“Insabbiamento Canale dello Stombi, ultimo atto”, interviene l’ing. Gallo

 

“Dai programmi istituzionali della terna commissariale del Comune di Cassano, agli inutili progetti di “Interventi di sistemazione idraulica del canale dello Stombi” perseguiti dalla precedente amministrazione comunale di Cassano e il Consorzio di Bonifica Integrale dei Bacini dello Ionio Cosentino con fondi pubblici regionali anno 2015 (importo dei lavori € 240.000,00 per le annualità 2015/2018, in aggiunta altro finanziamento regionale di € 120.000,00 per l’acquisto di una benna dragante anno 2017 e di € 100.000,00 per il completamento dell’acquisto di un pontone), i fatti accertati allo stato attuale sono oramai certi: le condizioni comatose e irreversibili dello stato dei lavori per una probabile soluzione alla navigabilità hanno definitivamente sancito l’ultimo atto risolutorio: canale definitivamente interdetto, progetti e proposte alternative… da valutare”. È quanto afferma l’ingegnere Francesco Gallo, stimato professionista del territorio della Sibaritide che da anni segue, con rara passione civile ed encomiabile determinazione, la vicenda del canale dello Stombi.

“Una montagna di sabbia accumulata sul molo di sottoflutto, un cantiere abbandonato, mezzi inefficienti ed inutilizzati per gli scarsi risultati ottenuti, una recinzione di cantiere alla meno peggio a fine lavori; uno scempio ambientale che non ha eguali, mai visto in 20 anni uno stato così pietoso dei luoghi, nemmeno nel 2005 con il canale sequestrato dalla Procura di Castrovillari. L’intervento dei lavori di idraulicità,protratto con un progetto triennale di manutenzione affidato al Consorzio di Bonifica, come citavo in precedenza, oramai – dichiara Gallo – ha cessato il suo corso; la convenzione con il Comune di Cassano è scaduta in data 04.07.2018; la sceneggiatura sarebbe dovuta essere“navigabilità del canale Stombi” ma è oramai conclusa; le soluzioni alla navigabilità, presumo nessuna, le possiamo decretare come “l’ultimo atto, l’opera finita”. Il Comune di Cassano, sciolto per infiltrazione mafiosa,ed ora commissariato, s i era impegnato con la precedente amministrazione Papasso alla risoluzione dell’annosa problematica dell’insabbiamento dell’imboccatura del canale degli Stombi”,che com’è noto consente l’accesso ad uno dei più importanti complessi turistici del Mezzogiorno, i “Laghi di Sibari”, e che con impegno e passione ha elaborato all’inizio del 2015 un intervento progettuale finalizzato alla manutenzione idraulica della foce del canale”; soluzione questa, a parere degli esperti, che sarebbe dovuta essere il preludio di nuovi e cospicui finanziamenti per l’acquisto di una draga risolutrice da parte della Regione Calabria, di ulteriori fondi per le manutenzioni e gestioni del mezzo; risolti per ragioni indeterminate, da altro esperto regionale interpellato, che con la modica cifra di € 120.000,00 si sarebbe acquistato un mezzo d’opera efficiente e risolutivo; al momento, per altra scelta concordata per utilizzare i fondi concessi, ci si è accontentati dell’acquisto di una sorbona dragante, impegnando solo € 85.000,00 senza però puntone di sostegno essenziale per l’utilizzo (la sorbona giace custodita da un anno nei cantieri della Casa Bianca Group). Altra delusione, la mancanza dei fondi regionali stanziati in bilancio di previsione pari a circa € 100.000,00 per l’acquisto del puntone con compressore idraulico, per concludere l’opera?”.

“Il famigerato progetto – prosegue Gallo – avrebbe dovuto rappresentare la soluzione per risolvere la problematica dell’insabbiamento del canale degli Stombi, il dragaggio delle sabbie in accumulo nel tratto a sud del molo sopraflutto, con sversamento a rinascimento del tratto a nord; considerato che (il molo sopraflutto è saturo di sedimenti) si rendono necessari dopo ogni mareggiata il dragaggio con ripascimento. Ovviamente, inesorabilmente, non essendo attuato il progetto correttamente e con mezzi idonei, tutto ciò ha limitato fortemente il transito dei natanti ormeggiati nei “Laghi di Sibari” e ha inesorabilmente provocato, a più riprese, le proteste dei diportisti, specie stranieri, alcuni dei quali, esasperati da questa sorta di prigionia forzata, hanno portato via le loro imbarcazioni per non farne più ritorno. È da sottolineare che la Provincia di Cosenza, in ossequio alle competenze trasferite dalla Regione Calabria con la legge regionale n°34/02, inerenti alla difesa delle coste ed al dissabbiamento dei porti, si è interessata in maniera concreta sia delle problematiche afferenti all’imboccatura dello Stombi che di quelle relative all’erosione costiera, prevedendo, negli anni dal 2005 al 2014, interventi finalizzati all’estrazione delle sabbie in accumulo con riutilizzo delle stesse, previa caratterizzazione, a rinascimento di spiagge erose, impegnando consistenti risorse umane e finanziarie (progetto ripascimento spiaggia di Mirto con la sabbia dei Laghi)”.

 

“È perfettamente inutile dire – conclude l‘ingegnere Gallo – che una siffatta sconfitta, sia per le istituzioni che per i diportisti e i residenti, porta inevitabilmente alla distruzione della nautica e del porto dei Laghi, avviando così l’inefficienza di una struttura portuale di rilevante importanza per la nautica da di porto, per il territorio e, più in generale, per l’intero comparto nautico, che potrà essere completato attraverso il ricorso alle ultime risorse finanziarie comunitarie (fondi POR), oggetto della Programmazione Regionale sulla portualità ultimo atto”.

 



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